Italo Marchioni (inventore del cono per il gelato)
Dall'Italia Marchioni emigrò verso gli Stati Uniti nel 1895, raggiungendo dapprima Filadelfia e poi New York dove vendeva gelati al limone con un carretto spinto a mano nella zona di Wall Street, servendo soprattutto gli agenti di borsa che frequentavano la zona.
Già nel 1896 aveva avviato la produzione di una speciale cialda per la consumazione del gelato che gli permettesse di superare l'utilizzo dei bicchieri in vetro, soggetti a rottura o anche alla mancata restituzione.
Alcuni anni dopo decise di depositare l'invenzione e l'utensile da lui realizzato per la produzione presentando domanda all'Ufficio Brevetti di New York il 22 settembre 1903, da cui ottenne parere favorevole nel giro di poche settimane, il 15 dicembre 1903; alcune fonti fanno risalire questo evento al 13 dicembre dello stesso anno, ma la data riportata sulle copie del brevetto n. 746.971 non lasciano spazio a dubbi.
Nel 1913, trascorsi dieci anni dall'approvazione del brevetto, Italo Marchioni e la sua azienda vennero accusati di violazione del copyright da parte della società di Antonio Valvona e Frank Marchiony (un cugino di Italo che era anche stato suo socio) che avevano registrato un'invenzione simile l'anno precedente, il 3 giugno 1902.
Il giudice dette ragione al ricorrente attestando che l'invenzione di Italo fosse una copia di quella del cugino Frank e di Valvona, ma nell'impossibilità di stabilire chi dei due avesse effettivamente inventato la particolare cialda, non poté che rimettersi alla cronologia di deposito del brevetto.
Per tutti però, al di là delle questioni legali, il padre del cono per gelato è rimasto Italo Marchioni, che continuò a lavorare fino al 1938 quando settantenne decise di ritirarsi; morì il 27 luglio 1954 all'età di ottantacinque anni.
