Accadde Oggi 27 settembre 1923:
L’Italia lascia Corfù
Le truppe italiane lasciano l'isola di Corfù come disposto dalla Conferenza degli Ambasciatori dopo che questa ha riconosciuto all'Italia un indennizzo di 50 milioni di lire e il tributo d'onore alla bandiera da parte della Grecia.
Accadde Oggi 27 settembre 1923
103 anni fa - accaddeoggi.it ©
(Nella foto: soldati italiani a Corfù)
Il 27 agosto 1923 una delegazione militare italiana guidata dal generale Enrico Tellini viene trucidata a Giannina dove su indicazione della Conferenza degli Ambasciatori operava con il delicato compito di stabilire le linee di confine tra Grecia, Albania e Jugoslavia.
L'ultimatum di Mussolini al governo greco conteneva la richiesta di scuse formali, l'individuazione dei responsabili e la loro condanna a morte, un'indennizzo di 50 milioni di lire e gli onori della flotta greca alla bandiera italiana.
Vedendo accolte solo parzialmente le richieste, l'Italia schierò una propria squadra navale nel mar Ionio procedendo due giorni dopo all'occupazione dell'isola di Corfù dopo averne bombardato l'antico forte.
Mentre Atene chiese la mediazione della Società delle Nazioni, l'Italia con l'appoggio francese ottenne l'arbitrato della Conferenza degli Ambasciatori che riconobbe legittime le richieste di Roma, una decisione accolta con malcontento dalla Grecia poiché di fatto l'Italia aveva ottenuto tutto ciò che aveva richiesto.
Il giorno successivo, il 27 settembre 1923, le truppe italiane ammainarono la bandiera e iniziarono l'evacuazione da Corfù rimanendo ancorate al largo dell'isola in attesa di una conferma dell'avvenuto pagamento della penalità da parte della Grecia prima di allontanarsi definitivamente.
Inserito il:
27 settembre 2013
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Il 27 agosto 1923 una delegazione militare italiana guidata dal generale Enrico Tellini viene trucidata a Giannina dove su indicazione della Conferenza degli Ambasciatori operava con il delicato compito di stabilire le linee di confine tra Grecia, Albania e Jugoslavia.
L'ultimatum di Mussolini al governo greco conteneva la richiesta di scuse formali, l'individuazione dei responsabili e la loro condanna a morte, un'indennizzo di 50 milioni di lire e gli onori della flotta greca alla bandiera italiana.
Vedendo accolte solo parzialmente le richieste, l'Italia schierò una propria squadra navale nel mar Ionio procedendo due giorni dopo all'occupazione dell'isola di Corfù dopo averne bombardato l'antico forte.
Mentre Atene chiese la mediazione della Società delle Nazioni, l'Italia con l'appoggio francese ottenne l'arbitrato della Conferenza degli Ambasciatori che riconobbe legittime le richieste di Roma, una decisione accolta con malcontento dalla Grecia poiché di fatto l'Italia aveva ottenuto tutto ciò che aveva richiesto.
Il giorno successivo, il 27 settembre 1923, le truppe italiane ammainarono la bandiera e iniziarono l'evacuazione da Corfù rimanendo ancorate al largo dell'isola in attesa di una conferma dell'avvenuto pagamento della penalità da parte della Grecia prima di allontanarsi definitivamente.
L'ultimatum di Mussolini al governo greco conteneva la richiesta di scuse formali, l'individuazione dei responsabili e la loro condanna a morte, un'indennizzo di 50 milioni di lire e gli onori della flotta greca alla bandiera italiana.
Vedendo accolte solo parzialmente le richieste, l'Italia schierò una propria squadra navale nel mar Ionio procedendo due giorni dopo all'occupazione dell'isola di Corfù dopo averne bombardato l'antico forte.
Mentre Atene chiese la mediazione della Società delle Nazioni, l'Italia con l'appoggio francese ottenne l'arbitrato della Conferenza degli Ambasciatori che riconobbe legittime le richieste di Roma, una decisione accolta con malcontento dalla Grecia poiché di fatto l'Italia aveva ottenuto tutto ciò che aveva richiesto.
Il giorno successivo, il 27 settembre 1923, le truppe italiane ammainarono la bandiera e iniziarono l'evacuazione da Corfù rimanendo ancorate al largo dell'isola in attesa di una conferma dell'avvenuto pagamento della penalità da parte della Grecia prima di allontanarsi definitivamente.
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