Firenze capitale d’Italia
Il re italiano Vittorio Emanuele II emana la legge che stabilisce lo spostamento di sede della capitale d'Italia da Torino a Firenze. La decisione è legata a un accordo con la Francia per il ritiro delle sue truppe dai territori della Santa Sede a garanzia della rinuncia italiana alla conquista di Roma indicata come potenziale capitale già tre anni prima.
Firenze capitale d’Italia
Il re italiano Vittorio Emanuele II emana la legge che stabilisce lo spostamento di sede della capitale d'Italia da Torino a Firenze. La decisione è legata a un accordo con la Francia per il ritiro delle sue truppe dai territori della Santa Sede a garanzia della rinuncia italiana alla conquista di Roma indicata come potenziale capitale già tre anni prima.
Secondo l'imperatore Napoleone III l'accordo sarebbe stato possibile se l'Italia avesse garantito la rinuncia alla conquista di Roma che fin dal 1861 il governo italiano aveva indicato come ideale capitale del regno; ottenuta conferma che lo spostamento della capitale italiana da Torino ad altra città avrebbe rappresentato la garanzia richiesta e che l'imperatore avrebbe firmato l'accordo, Pepoli fece ritorno in Italia e in agosto il contenuto della trattativa fu esposto a Vittorio Emanuele II .
Il ministro Emilio Visconti Venosta riferiva che il re italiano accolse le condizioni dell'accordo con dolore e ripugnanza, ma l'11 settembre comunicava che avrebbe accettato, disponendo lo spostamento di capitale a Firenze per ragioni esclusivamente strategiche e firmando la convenzione quattro giorni dopo.
Sul trattato, per indicazione di Vittorio Emanuele II, si sarebbe tenuto il segreto per evitare che apparisse come frutto delle pressioni di un governo estero; la notizia comunque filtrò in modo frammentario e impreciso causando accese manifestazioni come quella del 21 e 22 settembre dove negli scontri tra manifestanti e carabinieri morirono sessantadue persone e altre cento trentotto rimasero ferite.
Il 23 settembre su richiesta del re il governo di Marmo Minghetti rassegnava le dimissioni.
Il provvedimento di spostamento della capitale a Firenze era stato apprevato dal Senato il 9 dicembre 1864, firmato l'11 dicembre da Vittorio Emanuele II sarebbe arrivato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno già il giorno 15 dello stesso mese, all'interno della quale si poteva leggere:
Vittorio Emanuele II, Per grazia di Dio e per volontà della Nazione Re d’Italia.
Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato;
Noi abbiamo sanzionato e promulgato quanto segue:
Art.1. La capitale del Regno sarà trasferita a Firenze entro sei mesi dalla data della presente Legge;
Art. 2. Per le spese di trasferimento è aperto nella parte straordinaria del Bilancio dell’Interno, ed in apposito capitolo, un credito di L. 7.000.000 ripartito come segue: Esercizio 1864: L. 2.000.000; Esercizio1865: L. 5.000.000. I ministri dell’Interno, delle Finanze e dei Lavori pubblici sono specialmente incaricati della esecuzione della presente Legge.
Ordiniamo che la presente, munita del sigillo di Stato, sia inserita nella Raccolta officiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come Legge dello Stato.
Dato a Torino, addì 11 dicembre 1864.
Firmato: Vittorio Emanuele; A. La Marmora; A . Petitti; L. Torelli; S. Jacini; G. Natoli; G. Vacca; Q. Sella; G. Lanza» («Gazzetta del Regno d’Italia», 15 dicembre 1864, n. 296.
