Accadde Oggi – accaddeoggi.it | 26 maggio: Giustiziato Ciro Menotti


Accadde Oggi 26 maggio 1831:

Giustiziato Ciro Menotti


A Modena viene giustiziato il patriota italiano Ciro Menotti condannato per l'organizzazione della rivolta antiaustriaca nel capoluogo emiliano. Il processo si era concluso il 9 maggio con la sentenza di morte per resistenza a mano armata e lesa maestà di Francesco IV che lo aveva dichiarato colpevole già prima del processo.


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(Nella foto: Ciro Menotti in un bozzetto del 1981 di Francesco Tulli per l'Istituto Poligrafico e Zecca di Stato italiano per il francobollo commemorativo in occasione dei 150 anni dalla morte.)

Iniziato il 25 aprile 1831 il processo a carico di Ciro Menotti si concluse il 9 maggio con una sentenza di condanna a morte per lesa maestà e resistenza a mano armata; il suo difensore d'ufficio aveva inutilmente sollevato la questione della non competenza a giudicare dopo che Francesco IV con un rescritto del 12 febbraio precedente aveva già dichiarato colpevole l’accusato.

Ciro Menotti sperò che potesse venirgli concessa la grazia sostenendo che l'obiettivo principale della sua iniziativa era stato l’ampliamento di potere del duca e anche il vescovo di Modena intervenne a più riprese presso il sovrano per salvargli la vita.

Il 26 maggio 1831 è la data fissata per l'esecuzione.

Poco prima di morire Ciro Menotti aveva scritto una appassionata lettera alla moglie che per volontà del giudice che ne aveva disposto la condanna a morte non le fu mai consegnata.

Il documento ritrovato anni dopo insieme ad altri documenti consegnati alla polizia recitava:

Alle 5,15 antimeridiane del 26 maggio 1831
Carissima moglie, la tua virtù e la tua religione siano teco e ti assistano nel ricevere che farai questo mio foglio.
Sono le ultime parole dell’infelice tuo Ciro, egli ti rivedrà in più beato soggiorno.
Vivi ai figli e fa’ loro anche da padre; ne hai tutti i requisiti.
Il supremo amoroso comando che impongo al tuo cuore è quello di non abbandonarti al dolore, studia di vincerlo e pensa chi è che te lo suggerisce e consiglia, non resterai che orbata di un corpo che pur doveva soggiacere al suo fine: l’anima mia sarà teco unita per tutta l’eternità.
Pensa ai figli e in essi continua a vedere il loro genitore e quando saranno adulti da’ loro a conoscere quanto io amava la patria.

Fo te l’interprete del mio congedo colla famiglia: Io muoio col nome di tutti nel cuore e la mia Cecchina ne invade la miglior parte, non ti spaventi l’idea della immatura mia fine.

Iddio che mi accorda forza e coraggio per incontrarla come la mercede del giusto, Iddio mi aiuterà fino al fatale momento.
Il dirti d’incamminare i figli sulla strada dell’onore e della virtù è dirti ciò che hai sempre fatto: ma te lo dico perché sappiano che tale era l’intenzione del padre e così ubbidienti rispetteranno la sua memoria.
Non lasciarti opprimere dal cordoglio: tutti dobbiamo quaggiù morire.
Ti mando una ciocca de' miei capelli; sarà una memoria di famiglia.
Oh buon Dio! Quanti infelici per colpa mia! Ma mi perdonerete. Do l'ultimo bacio ai figli; non oso individuarli perché troppo mi angustierei, tutti quattro, e i genitori, e l'ottima nonna, la cara sorella (Virginia) e Celeste, insomma dal primo all'ultimo vi ho presenti.
Addio per sempre, Cecchina, sarai finché vivi una buona madre de' miei figli! In quest'ultimo tremendo momento le cose di questo mondo non sono più per me. Sperava molto; il sovrano…. Ma non son più di questo mondo. Addio con tutto il cuore, addio per sempre; ama sempre il tuo Ciro.

L’eccellente Don Bernardi, che mi assiste in questo terribile passaggio, sarà incaricato di farti avere queste ultime mie parole. Ancora un tenero bacio ai figli e a te finché vesto terrene spoglie. Agli amici che terran cara la mia memoria raccomanda i figli. Ma addio, addio eternamente.”.


La sentenza viene eseguita mediante impiccagione nella cittadella di Modena, e con Ciro Menotti viene giustiziato anche il notaio Borelli, reo di aver rogato l’atto che il 9 febbraio, quattro giorni dopo la fuga del duca, aveva dichiarato decaduto il suo governo e sottoscritto il passaggio dei poteri al dittatore Biagio Nardi.


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